La storia della razza, dagli occhi di un appassionato

In questa pagina, trovate delle note, degli scritti di Edoardo Mayer Chellini, titolare dell’allevamento Matedy, storico allevatore italiano di Bull Terrier degli anni ’60 e ’70. La sua prima cucciolata, datata 6 dicembre 1972 ha aperto la strada alla presenza italiana nella memoria della razza.
L’articolo è datato fine anni ’90, in cui il sig. Mayer Chellini parla a ruota libera della storia del bull terrier in Inghilterra, l’avvento degli storici kennel che hanno rivoluzionato il bull terrier moderno, i cani ed i razzatori, le figure carismatiche e aneddoti ai più sconosciuti.

Il bull terrier: cani e allevatori inglesi

rivisitati con ammirazione, invidia e nostalgia dall’Italia

di Edoardo Mayer Chellini

Queste sono per lo più semplici opinioni e, come tali, suscettibili di critiche o comunque condivisibili o non. Accanto ad alcuni fatti e realtà oggettive. Lo scopo è però quello di far riflettere qualche istante, non dando nulla per scontato e magari aprire invece un dialogo sull’argomento.

Opinioni diverse sono sovente portatrici di informazioni e valutazioni stimolanti. L’unico punto fermo nella mia testa è stato ed è che il B.T. sia una razza troppo complessa perché fuori dall’Inghilterra altri possano avvicinarsi ai maestri inglesi.
Anche se negli USA, grazie alle continue importazioni importanti e all’uso intelligente di esse, l’enorme divario di anni fa si è fortemente ridotto.
Dal dopoguerra fino alla metà degli anni ‘80 la razza ha vissuto una crescita qualitativamente costante con una formidabile esplosione dal ’65 all’80 in particolare.

A mio giudizio essenzialmente per il grande, estremamente intelligente lavoro, dei veramente “grandi maestri” che non solo hanno fatto la storia e la cultura della razza, ma in effetti hanno realmente creato il B.T. moderno.
Parlo evidentemente, in primo luogo, di personaggi come Miss Weatherill (Souperlative), Miss Montague-Johnstone (Romany), Mr. Oppenheimer (Ormandy), ma anche di Miss Williams (partner Romany), Mrs Schuster (Contango), Mrs. Holmes (Monkery), Mrs. Treen (Meltdown), Mrs. Sweeten (Agates), Miss Graham Weall (Phidgity), Miss Drummond-Dick (Abraxas).
Se poi avessimo voluto risalire negli anni, come sarebbe giusto, Mrs. Adlam (Brendon), Mr. Potter (Gardenia), Mrs Phillips (Velhurst). Personalmente non credo si tornerà a quella “umana perfezione” che si è visto, nei soggetti migliori, negli anni d’oro dei primi 3 personaggi sopra citati, con la nascita di cani divenuti “pietre miliari” per la razza (come mi è stato confermato quest’anno da due dei migliori allevatori odierni.).

Risultati eclatanti, che divengono ancora più rilevanti considerando alcuni concreti problemi che si sono posti loro davanti, rendendo più faticosa la crescita esponenziale della qualità.
Di quali problemi parlo?

  1. Fino al 1950 il divieto di accoppiare soggetti bianchi puri, con bianchi portanti geneticamente il colore o con colorati.
  2. La sterilità di Ormandy Souperlative Chunky.
  3. La morte prematura di Ormandy Souperlative Thunderflash (by Bar Sinister).
  4. La decisione Romany di non usare O.S. Bar Sinister (probabilmente il migliore, sicuramente il più importante in assoluto per la razza) ma i fratelli di cucciolata O.S.Masta Plasta e Sea Captain.

    Ormandy Souperlative Bar Sinister

  5. Più generalmente parlando di una certa differenza di vedute sull’utilizzo di questo o quel riproduttore tra Miss Weatherill e Miss Montague Johnstone.
  6. La relativa scarsità di giudici all-round, in particolare nel saper valutare l’importanza di alcuni pregi fondamentali anche se accompagnati da alcuni difetti. Un nome su tutti: il famoso all-rounder Joe Braddon.
  7. L’impossibilità di avere validi riferimenti fuori dall’Inghilterra, senza le correnti di sangue più usate in Inghilterra.

Di fronte a questi problemi, chi ha avuto maggiori difficoltà ed ha probabilmente avuto meno gratificazioni di premi ed onori rispetto al duro lavoro svolto, credo si possa dire sia stata Miss Montague-Johnstone.
Malgrado dovesse lavorare su una base di colorati qualitativamente e quantitativamente ben inferiore a quella dei bianchi, già nel lontano 1946 presentò un cane chiave come Romany Reliance, malgrado i suoi difetti.
Credo la prima testa veramente ad uovo mai prodotta.

Il cane vinse l’Ormandy Jug MA NON il Regent Trophy. Nel Regent Trophy del 1957 il grande R. Robin Goodfellow (seconda pietra miliare del moderno B.T.), primo B.T. BIS (Windsor), fu Runner-up dietro a Souperlative Rainbow (ed anche per Mr. Oppenheimer non fu un giudizio condivisibile). Per ironia della sorte “D” M.J. vinse un solo Regent Trophy -’61 e per di più con un bianco (R. Romantic Vision by R. Goodfellow). Da allora, per motivi diversi, non presentò ai Trophies soggetti come R. Rough Magie (bianco), R. River Pirate (un altro cane chiave per la razza: il più importante colorato) e suo figlio R. Ruffino, di rara eleganza e compatezza.

Citare i Trophies è un elemento, per me, semplicemente storico, in quanto rimane negli annali. Ovviamente è un grande prestigio ed onore per un allevatore, proprietario, handler, ma il valore del soggetto (non economicamente parlando) è o dovrebbe restare immutato.
Anche se poi vi sono coloro che usano il cane che ha vinto, semplicemente perché ha vinto, malgrado possa non essere idoneo alle loro femmine. Ma quanti maschi e femmine importantissimi che, con altri giudici o in altri anni avrebbero vinto, non vinsero?

Oltre ai già citati, sconfitti o non presentati, ricordo O.S. Brinhead (padre di Bar Sinister), O.S. Bar Sinister

ormandy souperlative bar sinister

, O.S. Thunderflash, O.S. Mr. Frosty, O.S. Archangel, R. River Music, R. Rio Colorado, O.S. Jackadandy, O.S. Explorer, Contango Clever Me, Abraxas Athenia, Corinthian Silver Queen, Monkery’s Snow Flake of O., Ingate Sea Anemone, S. Sister Susie, S. Laura, S. Silhouette, S. Swiss Miss and J. Princess Purdy.

Giudici e giudizi

di Edoardo Mayer Chellini

Comunque per chiudere sul passato degli anni d’oro, mai nessuno che conosca la storia della razza potrà non tornare con il pensiero, e con gli occhi lucidi, alla figura ineguagliabile di Miss Weatherill. E se qualcuno pensasse che il Suo compito era facilitato dalle condizioni ambientali e dalla collaborazione di Mr. Oppenheimer (il che non si può assolutamente negare) facilmente si potrebbe obiettare che per sensibilità, profonda conoscenza, competenza, intelligenza, essendo così avanti rispetto ad altri allevatori, non aveva punti di riferimento davanti a sé.

Rimane ora da dire qualcosa sui giudici ed allevatori nelle vesti di giudici.
Una sola considerazione sugli all-round anche inglesi. Nel ’66 ero ospite a White Waltham insieme ad alcuni giudici americani e inglesi all-round. Malgrado la presenza di Bar Sinister, Masta Plasta, Ben of H., Rheingold (da molti allevatori inglesi considerata la miglior femmina mai prodotta), e mi sembra Slinger, i giudici avevano occhi solo per Mr. Frosty.
Stupendo esemplare del B.T. molto Terrier. Quindi di anatomia e costruzione meglio conosciute da loro. Se faccio poi il parallelo tra i giudizi di specialisti di ieri e di oggi noto in me una sostanziale differenza, non so se per un fatto di carisma, di fiducia, di conoscenza personale o perché sono cambiato.

Quando in quegli anni da Ormandy & Souperlative o Romany mi dicevano: “You are wrong”. Per questo o quel motivo. Mi convincevano profondamente. Oggi, anche se non conosco personalmente Aricon, Caliber, Ghabar (http://www.bullterrieritalia.it/2019/10/10/intervista-ad-audrey-edmond-allevamento-ghabar/), Kilacabar e non approfonditamente come vorrei Jobrulu, a volte, vedendo alcuni loro giudizi rimango un poco perplesso e non riesco ad avere la certezza della giustezza di quei giudizi. Cioè la perfetta aderenza allo spirito dello standard. Pur cercando di immedesimarmi nello spirito del “più si sa, più si sa di non sapere abbastanza”.

  1. Certamente la società civile è cambiata ed anche l’allevatore (come il giudice) più o meno inconsciamente vive nel suo tempo, con le sue esigenze. E la tendenza odierna, piaccia o no, va verso una “plebeizzazione”. Nel senso che si punta verso una diffusione di base, numericamente maggiore, come in parte è giusto. Ma si perde per contro la prevalenza al vertice, in senso etimologico, degli “aristoi”, coloro che sanno.
    Di non positivo mi sembra di poter dire:
    se le teste e le strutture muscolari mediamente sono migliorate, le bocche e la costruzione ossea, da cui il movimento, non lo sono. E neanche lo stile, la classe, l’eleganza. Anzi.
  2. La showmanship naturale, od acquisita con il giusto training, è fortemente diminuita. E mi sembra un poco sottovalutata. Il che francamente mi stupisce in quanto senza di lei nei premi d’onore (v. Terrier Group o BIS), non si hanno chances, in quanto i giudici sono all-round.

Di oggi ricordo una grande presenza nel ring, con cani diversi, di Mr. Lambert e Mrs. Kenway.
Altro punto che mi fa pensare e che certamente è nei compiti istituzionali di un Club specializzato, ovvero quello di promuovere lo sviluppo della razza, iniziando dai neo-proprietari di pet-dog, sembra travisato. L’allevatore ha necessità di vendere quanto non idoneo all’allevamento ed esposizioni (personalmente ho dovuto smettere l’allevamento dopo 10 anni … essenzialmente per l’impossibilità di cedere pet-dog a persone affidabili, arrivando ad avere in canile anche 18 B.T.s).

Ma ad esempio nell’Open Show durante gli ultimi Trophies (febbraio ‘96), ho visto come non mai, cani sporchi ed assolutamente selvaggi o senza quel minimo di training per essere ammessi nel ring. E quel che è peggio proprietari assolutamente non curanti di cosa facevano i loro cani e di come non si presentavano. Il che significa, credo, che oltre l’atto di vendita del cucciolo, dall’allevatore al proprietario non c’è stata trasmissione di cultura cinofila in senso lato e più specificatamente di addestramento mentale, di interesse del singolo proprietario all’esposizione, e alle esigenze della razza. E credo che tutti possano essere d’accordo che in particolare quando un B.T. oggettivamente non particolarmente bello, non ha un minimo di show-training, diventa orribile e non stimola per cooptazione, il neofita ad un nuovo acquisto.
Tornando agli allevatori, mi piacerebbe rivedere, vincenti o meno, più soggetti, oltre che tipici e ben costruiti più eleganti e con una maggior personalità nel ring. Lo vorrei tanto, ma in questo momento non sono cosi convinto di poterli rivedere. Ho torto?

I tipi

di Edoardo Mayer Chellini

Tra i cani di punta degli ultimi quindici anni, di cui non ho ancora parlato, ricordo soggetti a volte estremamente diversi ma indubbiamente notevoli o come soggetti da esposizione o come riproduttori e fattrici. 
Chi ama e conosce sufficientemente la razza sa, o dovrebbe sapere, che i grandi e non ancora totalmente risolti problemi della razza, verso una irraggiungibile perfezione, sono morfologicamente parlando quelli delle dentature e del movimento, in particolare quello posteriore. Retaggio forse della partecipazione alla formazione della razza dei Bull-Dog. Questo significa quello che gli inglesi chiamano “straight-stifles”. Ovvero una non corretta angolazione femore-rotula-perone (vedi disegno)

E poi, non secondario, quello del carattere, in particolare per i soggetti da esposizione, ancora troppo sovente in bilico tra paurosità/indolenza o aggressività. Troppi cani, maschi, e femmine sono poi scarsamente addestrati quotidianamente ai ring. Certamente la vera “showmanship” dei cane è una qualità naturale ma l’addestramento quotidiano potrebbe mitigare questa deficienza. In termini di essenzialità assoluta il vero problema di fondo è l’equilibrio tra potenza ed eleganza.

Tutti sappiamo che il (sotto)tipo spiccatamente Terrier, quello spiccatamente Bull, quello spiccatamente Dalmata hanno costituzionalmente connaturati in sé certi pregi e difetti. Infatti più del 75% dei cani chiave della razza erano e sono del tipo che gli inglesi chiamano Middle-of-the-road, ovvero una combinazione delle virtù dei tipi citati senza i difetti caratteristici. 

Tipo Terrier
Pregi: tende ad eccellere in eleganza, linea dorsale corretta e corta, gambe e piedi da manuale, testa corretta, occhi piccoli ed espressione viva estremamente tipica. Molte femmine notevoli appartengono a questo tipo.
Difetti: tende a mancare di forza e potenza con ossatura leggera e costato poco sviluppato.

Tipo Bull
Pregi: tende ad avere corpo raccolto, corto, ossatura forte, torace ampio.
Difetti: tende ad avere gambe corte, spalle dritte, collo corto, posteriore dritto, da cui un movimento “legato”.

Tipo Dalmata
Pregi: tende ad eccellere in costruzione, ottime gambe e piedi, collo lungo ed elegante, ottime spalle, posteriore ben angolato. Sovente i soggetti migliori nel movimento.
Difetti: tende ad un corpo allungato, gambe troppo alte, costato poco sviluppato in ampiezza.

Tutti 3 questi sottotipi sono necessari alla razza per fornire certi pregi a quello che realmente è l’ideale, chiamato “Middle-of-the-Road-Type”.

Ognuno di noi, come proprietario, ha un suo tipo ideale fortemente caratterizzato. Ma come allevatore e/o giudice dovrebbe essere cosi obiettivo da valutare senza pregiudizi il tipo che non è il suo ideale, giudicandolo per quanto si avvicina all’ideale perfezione sanzionata dallo standard.
Anche se il cane in questione è per lui troppo piccolo o troppo grande, o colorato come non gli piace. Tanto meno in funzione di quanto gli è simpatico od antipatico il proprietario E soprattutto con l’umiltà che deriva dal fatto di riconoscere che: più si conosce la razza, 1a sua storia, i grandi cani e i maestri fondatori del B.T. moderno, i loro accoppiamenti, più si sa o si dovrebbe sapere di non sapere abbastanza, proprio perché parliamo di una razza molto complessa.

Non serve trincerarsi dietro ad un certo numero di CACIB di giudici specialisti o non.
Anche i grandi giudici specialisti inglesi, a parte i 3 grandi in precedenza citati, anch’essi hanno sbagliato e sbagliano ancor più oggi, visto che cosi grandi non sono. Personalmente avendo avuto la fortuna di vivere la mia vita di allevatore a stretto contatto e grande amicizia con i nomi storici dell’allevamento inglese ho avuto l’opportunità di vedere praticamente tutti i grandi cani dal ’60 all’85.
Ho molto amato cani potenti come Sea Captain, Archangel, T.Silver Bob e piccoli come R. Ruffino, M. Bob-o-Job, Meldown Moonshiner.
Lo standard dice: “non vi sono limiti di peso od altezza. Ma il soggetto dovrebbe dare l’impressione del massimo di sostanza per la taglia del cane.”

Perciò inorridisco quando mi sento dire: “E’ un cane stupendo, pesa quasi 40 chili.”
Oppure “Vorrei un B.T. di circa 35 chili.” E ho tratto la conclusione che, dando per scontata la costruzione e la tipicità, ciò che differenzia il cane di gran classe, il vero campione, dal bel cane, sono essenzialmente il collo potente ma elegante (cioè muscolare, lungo, arcuato, privo di giogaia), il temperamento estroverso del soggetto e 1’espressione vivace.

Quello che avevano il sommo Bar Sinister, Thunderfìash, Mr. Frosty, River Pirate, Ruffino, Audacity, Jacobinia, Jackadandy.
E femmine come Barbelle, Clever Me, Rheingold, Athenia, Blanco Santa, Silhouette.
Non sottovalutate mai l’eleganza. E’ una qualità che rende aristocratico il B.T.
Una qualità che possono avere anche i grandi e potenti esemplari. Ma che non ha nulla a che vedere con il peso. Non vorrei che si parli di B.T. e si pensi al Rottweiler.

Cessato l’allevamento di 0/S, Romany, Contango, le cose sono gradatamente cambiate. Nel senso che, con le dovute rare eccezioni, sono emersi più B.T. di grande mole e potenza che non quelli dal dovuto equilibrio potenza-eleganza.
Che io ricordi gli ultimi soggetti ben equilibrati in quel senso sono stati R.River Music (che sfortunatamente non amava il ring), A. Audacity, A. Achilles, Bonaparte of Souperlative, J. Jacobinia e Jacqueminot, O.S. Jackadandy, O.S. Explorer. Nelle femmine I. Corvette, S. Swiss Miss, Curraneye Schoolgirl, Souperlative Silhouette, Happy Hippolyta, S. Blanche, C. Classy Dame, Silver Rose of Charlsdon.
Nel febbraio dell’83, ai Trofei vinti da Maximilian Bully Boy of J., vidi un maschio, nell’Open Show, potentissimo, decisamente bello, dallo sguardo stupendo ma “piuttosto volgare” Catrana Eye Opener of Aricon, subito importato negli USA.
Da allora rivedendo tutte le cassette-video dei Trofei ho notato il rafforzarsi di questa tendenza. Il cui culmine, a mio giudizio, lo si è avuto nell’88 con Arguside Yuletide Ghost On Curraneye e nel ’93 con la femmina Thinato Morgana La Fay. Il maschio citato, vincitore e del Regent Trophy e dell’Ormandy Jug, era indiscutibilmente un bellissimo cane dalla costruzione ossea ed anatomica più che corrette con gambe e piedi notevoli, ma nel ring sembrava bolso, senza spirito, ginger e senza collo. Ovvero sproporzionatamente corto rispetto alla sua mole.

Qualcosa simile ad un Sonny Liston ed a un Mike Tyson. Lo spareggio tra M. La Fay e l’elegante, leggera, molto Terrier, Ceilteach Baby Mine (per favore rivedetevi la cassetta) grida vendetta per me. Soprattutto rileggendo i commenti scritti dai giudici. Pieni di elogi per le sue qualità e terminando semplicemente con la frase “per il mio gusto, l’avrei voluta più potente”.
Dall’87 ad oggi mi sono rimasti impressi cani come K. Buccaneer, J. Prince Regal (mal presentato e selvaggio nel ring), Ghabar Crusader (’84), Ghabar The Admiral (grandissimo riproduttore, in particolare di femmine) G. Flaship, S.Centurion, Checkytail of Topkine, Maxdon Hustler Of Tiapan, C. Cabin Class, Sw. Roll of Caliber (Regent Trophy ’95) e F. Grandopera Force Majeur (purtroppo con una terribile bocca).
Nelle femmine mediamente una qualità ben superiore. Tra cui stupende: Tempress Lola of Ghabar (Regent Trophy ‘87), Nevada Home Song, Ghabar Bliss of Hamados (Regent Trophy ’90), Thinato Solitaire, Majico Dreamgirl e soprattutto Bullyview Gentle Breeze, Bullyview Flash Dance (colorata), Jobrulu Princess Purdy: tre femmine da sogno e diversissime tra loro ma grandi showgirls.

I riproduttori

di Edoardo Mayer Chellini

Negli ultimi 50 anni di storia della razza, di grandissimi riproduttori e fattrici ve ne sono stati ovviamente molti. Se il parametro inglese di valutazione è quello di giudicare a seconda del numero dei figli, divenuti campioni inglesi, è anche bene ricordare che alcuni hanno avuto più possibilità di altri, ovvero sono stati più usati. E non tutti i campioni inglesi hanno avuto ed hanno la stessa importanza.

Partendo dalle FATTRICI, in ordine cronologico, le grandissime sono state:

  • Phidgyty Snow Dream – 1954
    madre anche di P. Phlasher of Lenster e di R. Romantic Vision (R. T. & 0. J. ‘61) riproduttore di ottime femmine.
  • Souperlative Summer Queen – 1955
    (in assoluto la più importante) madre di 7 campioni in 4 cucciolate:
    -O.S. Chunky
    -O.S. Brinhead (padre di Bar Sinister)
    -O.S. Princeting (padre di 0. Ben of Highthorpe, padre di O.S. Rheingold)
    -S. Silvery Moon (R.Trophy ‘62)
    -S. Rainbow (R.T. & O.J. ’57)
    -S. Superbus
    -S. Sunshine (madre di Bar Sinister, Masta Plasta, Sea Captain)
  • Romany Ruderpest
  • Romany Rite
  • Agates Lotus Elite
    madre di 4 campioni tra cui R. River Witch (madre di R.R. Pirate)
  • Abraxas Athenia – ’68
    7 campioni in 3 cucciolate in particolare da R. River Pirate il grandissimo A. Audacity (vincitore di 10 C.C., 10 BOB, Regent Trophy & O.J. ’70 e BIS a Cruft’s) da Mr. Frosty Abraxas Aristo (R.T. ’71) da O. Archangel: Abraxas Achilles (R.T. ’72)
  • Joan La Pucelle
    madre di Cabin Buoy, Rolling Tunder, Kasablanca – R.T. ’93

Joan la Pucelle

STALLONI

  • O.S. Snowflash – ’54
    15 campioni, l’ultimo dei cosidetti bianchi puri. Perfetto esempio di tipo Dalmata

    CH Ormandy Souperlative Snowflash

  • O.S. Bar Sinister – ’63
    di cui ho già parlato. 11 campioni tra cui 5 eccezionali come: O. Barbelle (R.T. & O.J. ’65), O. Thunderflash (immaturamente scomparso), M.R. Frosty (di cui sotto), C. Clever Me, M. Endora (Clever Me con Barbelle e Rheingold si contende la palma di miglior femmina mai prodotta).
  • M. Mr. Frosty of O. – ’65
    (Ormandy Jug ’66) padre di
    – Abraxas Athenia
    – O. Snowdrop
    – U. Snow Blossem of L.
    – Iella Cinderella
    – Hordonian’s Lively Lady
    – Woodrow Frosty Flake of O.
    – Maerdy Mistic Maid
    – S. Comus Curara
    – Ormandy’s Krackton Kamelot
  • R.River Pirate – ’67

    Romany River Pirate

    Pur meno usato, in quanto colorato, ha prodotto solo cani notevoli o eccezionali tra cui:
    – Abraxas Audacity (di cui sopra)
    – R. Ruffino (colorato, importato in Svezia, con 20 C.C. in quel paese e 9 campioni) grande showman come il padre
    – Romany River Music
    – Bank Top Julius
    – R. Romanesca
    – Sweet Thursday of Hollyfir
  • S. Jackadandy of O. – ’77
    Troppo noto per dilungarsi. Il record di 23 campioni prodotti. Con Bar Sinister si palleggia la palma quale miglior maschio mai prodotto. Basta citare il nome di una sola figlia: Souperlative Silhouette (O.J. ’79)
  • Ghabar The Admiral – ’85 https://www.youtube.com/watch?v=ieDIsxed8ZE
    Un numero impressionante di figlie veramente notevoli tra cui
    – Bullyview Flash Dance
    – Thinato Solitaire
    – Caliber Adorable
    – Tempress Lola of Ghabar
    – Ghabar Treasure
    – Ghabar Cleanwater of Terios
    – Bullyview Gentle Breeze..

Conclusioni

di Edoardo Mayer Chellini

Chiudendo queste note, vorrei dire ai lettori due cose ancora

  1. siate obiettivi con Voi stessi. 
    Cercate di valutare il B.T. che avete davanti agli occhi per le sue qualità non per i suoi inevitabili difetti. Un esempio dell’atteggiamento che si dovrebbe avere ci può essere fornito da 2 grandi cani: Kilacabar Cabin Buoy of Bullyvark e da suo fratello Rolling Thunder.

    Kilacabar Cabin Buoy at Bullyvark

    Kilacabar Rolling Thunder

    Due soggetti veramente notevoli, che amo molto. Splendidi riproduttori, particolarmente il primo. Inevitabilmente con i loro difetti. Si muovono male posteriormente, particolarmente il secondo. Cabin Buoy oltre tutto non ama il ring, ma è un cane che invidio al suo proprietario. 
    La foto con cui viene presentato di norma è indiscutibilmente una delle più belle foto di B.T. mai scattate. Esalta la qualità del cane con una “classe” ed eleganza che il cane dal vivo, forse non ha. Nelle cassette video dei Trofei ’92 e ’93, aldilà della sua noia sul ring è veramente notevole, soprattutto nel ’92.
    Ed è un esempio di come i cani molto potenti e grandi, se non sono ricchi di showmanship, perdano molto rispetto alte qualità che hanno. Ma del resto oltre a R. Robin Goodfellow, Thunderflash Archangel, Audacity, T. Silver Bob, quale altro B.T. molto potente ne era dotato?
  2. Se farete giudicare i Vostri cani da giudici continentali all-round, italiani compresi, andrete incontro ad amare sorprese e/o delusioni.
    In Italia probabilmente l’unica persona che conosce bene la razza e non si fa fuorviare da simpatie personali per questo o quel tipo di B.T. è la Signorina Lily Stella. Gli altri giudicano essenzialmente, movimento e presentazione. Almeno su questa potete influire addestrando il Vostro cane oltreché voi stessi.
    Del resto non si può dimenticare che l’Italia non è un paese di grandi tradizioni animalista, nè cinetecniche nè cinefile ed i veri grandi allevatori, considerando tutte le razze, dal dopoguerra a tutt’oggi, non sono più di 6 o 7.

Ricordo con ammirazione
Tomaso Bosi – Boxer – All.to VAL DI SENIO
Forse il migliore in assoluto. Con Boxer da Lui allevati, da almeno 2 generazioni, più volte ha vinto in Germania mostre speciali, davanti a giudici specialisti tedeschi.
Lily Stella – Fox Terrier pelo ruvido – All.to SIDERON
Pericle Mola – Boxer – All.to DI CITTANOVA
Bianca Tamagnone – Maltesi – All.to GEMMA
Leonardo Gatto Roissard – Pastori tedeschi – All.to DI CASA GATTO
E. Morsiani – S. Bernardo – All.to DEL SOCCORSO
I giudici, nascono nella stragrande maggioranza dei casi come allevatori.
E per di più sovente, in Italia, come allevatori di razze da caccia da ferma.
Possono essere specialisti non dico di B.T. ma almeno di Terriers?
Ne hanno la voglia, l’umiltà, la passione?

Avevo finito la prima stesura di queste note che mi è arrivata l’ultima intervista a Bosi, di cui riporto integralmente un pezzo fondamentale, che dovrebbe far riflettere:
BOSI: “Ora c’è qualcosa che mi preme chiarire a proposito della personalità dell’allevatore e che è di importanza capitale: allevatore è colui che con assiduo studio, letture, analisi, meditazioni sullo standard, riflessioni, confronti, contatti con giudici ed allevatori di rilievo ascoltati con umiltà ma anche con vigile senso critico, si è formato un chiaro concetto di modello da raggiungere attraverso lungimiranti piani di allevamento. Che questi piani segue razionalmente, senza cedimenti, nè concessioni ad effimeri successi, nè fuorvianti tentennamenti. Ma con determinazione, tenacia e orgoglio.
Chi non se la sente di seguire questo sentiero in salita non è un allevatore ma un fabbricante di cuccioli. Il che è tutt’altra cosa.
E’ ovvio che tutto ciò vale per ogni razza qualunque essa sia e quali che siano i suoi specifici parametri. O si fa cosi o si è dei fabbricanti di cuccioli. Vie di mezzo non ce ne sono.
L’allevamento richiede cognizioni tecniche.
Non fatevi fuorviare da chi dice che “allevare è un arte”. L’arte non c’entra per nulla.
L’arte è immaginazione, è fantasia, intuizione di una realtà soggettiva. Esattamente l’opposto della tecnica che si basa su esperienze e conoscenze delle leggi che regolano la genetica.
D’altra parte, se si vuole davvero lavorare nell’interesse di una razza bisogna poter contare sulla collaborazione di tutti gli allevatori del Club che perseguono gli stessi obiettivi.
Con essi scambiarsi informazioni ed esperienze. E non si può avere conferma dei propri convincimenti se non ci si confronta con la produzione dei Paesi cinotecnicamente più
avanzati.”

Edoardo Mayer Chellini